ORTODONZIA

Il termine ortodonzia deriva dalle parole orthòs (diritto) e odoùs,odòntos (dente); negli anni poi si è preferito parlare di ortognatodonzia (gnathòs=ossa mascellari) per sottolineare che si occupa anche della struttura scheletrica e facciale. Entrambe le definizioni appaiono riduttive per spiegare di cosa si occupa l’ortodonzia, che è in realtà una disciplina medica che si interessa della diagnosi, prevenzione e cura delle malocclusioni.

Per malocclusione non si intende solo denti storti, che mal “combaciano” tra loro, ma un insieme di disturbi funzionali, muscolari e disordini di crescita di tutte le strutture collegate alla masticazione.

L’obiettivo non è solo il corretto allineamento dentale, ma il raggiungimento di una funzione masticatoria efficiente, di un miglior stato di salute di denti e tessuti di sostegno, di una buona estetica del viso e sorriso.

CAUSE DI MALOCCLUSIONE

Molteplici sono i fattori che concorrono a determinare una malocclusione:

  • genetici: si eredita una fisionomia e la predisposizione genetica ad un tipo di struttura scheletrica (palato stretto, viso lungo, viso arrotondato, mento più o meno pronunciato, labbra più o meno carnose….)
  • ambientali-disfunzionali: abitudini viziate quali succhiamento del dito, uso del succhiotto prolungato dopo i 2-3 anni, disfunzioni quali la respirazione orale e/o la deglutizione infantile, possono aggravare una malocclusione iniziale o compromettere una crescita facciale equilibrata.

VANTAGGI DI UN’OCCLUSIONE FUNZIONALE

  • l’allineamento dentale favorisce la pulizia intra-orale, riducendo il rischio di carie e gengiviti, e quindi predispone anche alla salute dei tessuti di sostegno dei denti (gengive, ligamenti ed osso)
  • l’espansione delle arcate consente una postura e funzione linguale corrette, con appoggio prevalentemente contro il palato: questo aiuta a mantenere stabile il risultato ottenuto con la terapia e a proseguirlo “naturalmente” per l’azione di spinta che la lingua stessa esercita sul palato stesso
  • un palato non contratto aiuta una corretta posizione mandibolare, facilitandone una crescita simmetrica

FASI DI ORTODONZIA

INTERCETTIVA

Nell’età compresa tra i 4-5 e i dieci anni di età, in fase di dentatura esclusivamente decidua o mista (contemporanea presenza di denti da latte e permanenti), qualora si riscontri un problema scheletrico o funzionale che con la crescita possa complicarsi, si interviene precocemente con apparecchiature fisse e/o mobili, per favorire lo sviluppo e la crescita equilibrata dei mascellari, per permettere l’eruzione dei denti permanenti nella loro posizione corretta, per dissuadere il paziente da eventuali abitudini viziate (suzione dito, uso del succhiotto…) per correggere eventuali disfunzioni che possano concorrere a sviluppare una malocclusione (respirazione orale, postura e funzione linguale scorrette…)

 

ADOLESCENZIALE o COMPLETA

Riguarda pazienti di età compresa tra i 10-12 anni e i 18.

Obiettivi principali sono:

  • il rimodellamento delle arcate
  • l’allineamento dentale, creando un corretto rapporto tra le arcate superiori ed inferiori
  • una corretta funzione muscolare ed articolare (articolazione temporo-mandibolare)
Visita

La visita ortodontica è la tappa iniziale che mi consente di raccogliere quante più informazioni possibili valutando il paziente nel suo insieme. Ha la durata di un’ora circa.

• Inizio con l’esecuzione di foto intra-orali (dei denti e di come combaciano tra loro) e del viso (profilo sorriso, atteggiamento delle labbra).

• Mi piace innanzitutto conoscere il motivo che ha portato il paziente a richiedere la visita ortodontica.

• Dedico un po’ di tempo anche a raccogliere un’accurata anamnesi medica sia fisiologica che patologica (allergie, asma, diabete, celiachia….).

• Procedo ad un dettagliato esame clinico che non sarà inerente solo alla “bocca” nel suo insieme di denti e loro occlusione, eventuali carie, tessuto parodontale, frenuli ecc, ma riguarderà l’apparato masticatorio nel suo complesso cranio-facciale- vertebrale, non senza trascurare l’estetica del viso e del sorriso del paziente.

• Analizzerò eventuali disfunzioni muscolari, respiratorie, della deglutizione e della fonazione; valuterò l’esistenza di abitudini viziate che possano interferire con una corretta crescita e funzione, quali succhiamento del dito, uso del succhiotto e/o biberon, mordersi le unghie (onicofagia), respirazione orale abituale e non obbligata, brusimmo (digrignare i denti).

• Valutazione posturale e ricerca di asimmetrie.

Per concludere mi prenderò tutto il tempo necessario per riassumervi quanto riscontrato e progettare con voi la via migliore da seguire. Non tutti i pazienti devono mettere l’apparecchio ed in ogni caso si deve valutare il momento ideale per iniziare la terapia in modo da ottenere i risultati migliori in un tempo adeguato. A fine visita vi verrà rilasciata una chiavetta o cartellina con le foto scattate, una relazione clinica della visita e le informazioni su come procedere sia nel caso di una programmazione di controlli a distanza, che di un proseguimento degli accertamenti diagnostici.

Diagnosi

Analisi di studio necessarie al completamento della diagnosi

• Le fotografie eseguite in prima visita, sono un utile mezzo di studio, oltre che un riferimento clinico importante per monitorare il progresso della terapia.

• Il modello in gesso dei denti viene realizzato a partire da un’impronta delle due arcate. Ci permette di valutare la morfologia e la simmetria di forma delle arcate stesse, la morfologia e le dimensioni dei denti, di fare l’analisi dello spazio (confronto dello spazio disponibile con quello richiesto dalla dimensione dei denti per consentirne l’allineamento). Preferiamo montarli in articolatore, uno strumento che ci consente di analizzare il movimento della mandibola rispetto al mascellare (senza l’interferenza dell’occlusione) mettendola in relazione all’articolazione temporo-mandibolare e al cranio.

• L’ortopantomografia rende possibile la visualizzazione contemporanea di
diverse strutture quali mascellare superiore, mandibola, cavità nasali, articolazione temporo- mandibolare e denti. Ci permette di individuare anomalie di numero (es.agenesie, sovrannumerari), di posizione (es. canino incluso), di forma e di eruzione dei denti. Nei pazienti in crescita ci permette di valutare lo stato di avanzamento e/o ritardo della permuta dentale (cambio dei denti da latte o decidui).

• La teleradiografia in proiezione latero-laterale per realizzare i tracciati cefalometrici tramite cui valutare la struttura cranio-facciale del paziente. Ci fornisce preziose informazioni sul profilo facciale, sulle vie respiratorie e sulla potenziale crescita del paziente.

Sulla base della visita e del materiale raccolto, previo un’attenta analisi di tutti i dati emersi, verrà formulata una diagnosi e pianificato un trattamento. In alcuni casi, non si esclude la possibilità di accertamenti supplementari (altre radiografie o tac, elettroniografia, rinomanometria…), né la richiesta di un consulto per ridurre al minimo errori e scelte non adeguate.

Anche questo appuntamento ha una durata di circa un’ora o poco meno, perché con l’aiuto delle foto, radiografie, tracciati cefalometrici ed i modelli in gesso, tanti sono aspetti di cui parlare:

• i problemi evidenziati, sia di natura dentale, che scheletrica ed estetica.

• il piano di trattamento, in modo dettagliato (tipologia degli apparecchi da inserire).

• la successiva fase di contenzione, per stabilizzare e consolidare i risultati ottenuti.

• il costo previsto per la terapia e le modalità di pagamento (dilazionato nel corso della durata del trattamento).

Sarà posta molta attenzione sulla necessità di un’ottima collaborazione da parte del paziente e della famiglia……”si lavora in gruppo” per ottenere il massimo risultato possibile.

Tipi di apparecchi
Apparecchi fissi

Internamente ai denti: palatali nell’arcata superiore o linguali in quella inferiore, con funzioni di espansione ortopedica del palato (disgiuntore rapido, quadhelix….), di rimodellamento dell’arcata inferiore (bihelix….), di ancoraggio per evitare la perdita dello spazio (arco palatale, barra palatale, arco linguale…) per esempio nel caso di perdita precoce dei denti decidui (da latte).

• Esternamente ai denti : consistono in placchette (attacchi) incollati ai denti, con speciali adesivi a rilascio di fluoro, e collegati da un arco o filo che guida lo spostamento dei

Apparecchi mobili

MOBILI ve ne sono di molti tipi e con caratteristiche diverse.

Tre tipologie in particolare sono le più utilizzate:

• Apparecchi funzionali, utilizzati per lo più in ortodonzia intercettiva, per correggere disfunzioni ed indirizzare lo sviluppo e la crescita dei mascellari e dei denti, sfruttando il lavoro della muscolatura della bocca e del viso, per ottenere un cambiamento di forma e di crescita.

• Apparecchi di contenzione inseriti al termine della terapia per stabilizzare i risultati ottenuti.

• Mascherine trasparenti indicate principalmente per la correzione del disallineamento dentale in età adolescenziale ed adulta.

Fasi della terapia ortodontica
INTERCETTIVA

Nell’età compresa tra i 4/5 e i 10 anni di età, in fase di dentatura esclusivamente decidua o mista (contemporanea presenza di denti da latte e permanenti), qualora si riscontri un problema scheletrico o funzionale che con la crescita possa complicarsi, si interviene precocemente con apparecchiature fisse e/o mobili, per favorire lo sviluppo e la crescita equilibrata dei mascellari, per permettere l’eruzione dei denti permanenti nella loro posizione corretta, per dissuadere il paziente da eventuali abitudini viziate (suzione dito, uso del succhiotto ecc) per correggere eventuali disfunzioni che possano concorrere a sviluppare una malocclusione (respirazione orale, postura e funzione linguale scorrette…).

ADOLESCENZIALE

Riguarda pazienti di età compresa tra i 10/12 anni e i 18.

Obiettivi principali sono:

• Il rimodellamento delle arcate.

• L’allineamento dentale, creando un corretto rapporto tra le arcate superiori ed inferiori.

• Una corretta funzione muscolare ed articolare (articolazione temporo-mandibolare).

PRECHIRURGICA

• L’allineamento dentale favorisce la pulizia intra-orale, riducendo il rischio di carie e gengiviti, e quindi predispone anche alla salute dei tessuti di sostegno dei denti (gengive, ligamenti ed osso).

• L’espansione delle arcate consente una postura e funzione linguale corrette, con appoggio prevalentemente contro il palato: questo aiuta a mantenere stabile il risultato ottenuto con la terapia ed a proseguirlo “naturalmente” per l’azione di spinta che la lingua stessa esercita sul palato.

• Un palato non contratto aiuta una corretta posizione mandibolare, facilitandone una crescita simmetrica.

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